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LA STORIA DELLA CACCIA ALLA VOLPE.

La caccia, antico allenamento alla guerra:

Fin dal medio evo, i tornei, le giostre, e le caccie in generale derivavano tutte dalla necessita' dell'aristocrazia di mantenersi in allenamento a cavallo in tempo di pace, per non essere impreparati nell' eventualita' di una guerra.
Tra le attitudini che doveva avere l'esponente di un nobile Casato, oltre a essere un abile spadaccino,vi era infatti quella di saper abilmente stare in sella.
In realta' la caccia a cavallo piu' antica e' quella al cervo, dalla quale la caccia alla volpe secoli piu' tardi, ne fu una casuale derivazione.

I Gentlement's club:

I club, circoli, societa', o associazioni per la caccia alla volpe a cavallo, come modello, discendono in realta' tutti dai primi Gentlement's club Inglesi, accessibili ai soli uomini.
La tradizione dei Gentlement's club proviene infatti dal Regno Unito, questi circoli la cui sede e' storicamente situata in prestigiosi e storici palazzi di citta', si cominciarono a diffondere agli inizi del diciottesimo secolo in Inghilterra, per poi aumentare in Europa nel secolo successivo, specialmente dopo la vittoria del duca di Wellington su Napoleone a Waterloo.
Lo scopo di questi circoli o club's, era quello di coltivare fondamentalmente la vita sociale della nobilta', l'aristocrazia percio' vi si riuniva per la buona lettura, il gioco delle carte, degli scacchi, o commentare vicende sportive e politiche, o fumare dei buoni sigari sorseggiando un te o un brandy, vestendo il caratteristico smoking nella sala da smoking.
Consuetudini queste che ancora oggi dettano legge nel Regno Unito, infatti il quartiere di Pall Mall, e' ancora tutt'oggi la zona delle sedi dei club Britisch piu' esclusivi e conservatori.
In Italia il piu' antico circolo nobiliare e' quello di degli Uniti di Siena, fondazione datata 1657 con una sede situata nell'antico affascinante e palazzo della sede della Mercanzia, che affaccia su piazza del Campo.

La nascita dei Gentlement's club di caccia.

La diffusione della caccia alla volpe, si ebbe a opera del duca di Beufourt alla fine del diciottesimo secolo, piu' precisamente nel 1786 quando tornando da una infruttuosa battuta di caccia al cervo, sulle sue terre, il duca si imbatte' per caso con la sua muta di cani in una volpe, animale fino ad allora ignorato.
Il duca e la muta si lanciarono cosi' all'inseguimento del fulvo animale, saltando siepi, muretti, guadi, ma senza infine riuscire a catturare il furbo canide.
La volpe animale territoriale, astuto, svelto, capace percio' di mimetizzarsi, e mettere in difficolta' i suoi inseguitori, diverti' cosi' tanto il duca, che egli abbandono' definitivamente la caccia al cervo, per dedicarsi unicamente alle volpi.
Fu cosi che l'aristocrazia terriera Inglese, appassionata di cavalli e amante della campagna, comincio' ad allevare sempre piu'mute di segugi, assoldando un crescente numero di inservienti e aiutanti, e arrivando infine a selezionare addirittura anche un tipo di cavallo, l'Hunter, specifico per questo sport.
In breve tempo i club's di caccia alla volpe si diffusero sempre piu', sbarcando anche tra la nobilta' Europea nel corso del diciannovesimo secolo.
Queste nuove societa', a differenza dei primi circoli nobiliari-ricreativi, pur essendo Gentlement's club, si basavano principalmente sulla passione per l'equitazione, la campagna e i cavalli, circoli insomma frequentati principalmente da quei nobili di tradizione terriera, proprietari di scuderie, o appassionati di equitazione, nei quali si respirava e si respira, la passione per il cavallo, per le mute di cani, e l'equitazione di campagna.
Raccontata accanto al camino, in compagnia di un Brandy, ridendo con gli amici degli episodi salienti di una caccia, o commentando le difficoltà del tracciato, questi club's di caccia finirono col tempo per diventare i gentlement's club' piu' ambiti, per la buona societa' Europea.


Le societa' di caccia Italiane:
Le prime societa' per la caccia alla volpe, si sono diffuse in Italia praticamente verso la prima meta' del diciannovesimo secolo, quando lord Gorge Stanhope, conte di Chesterfield, e amico del principe Livio Odescalchi, diffuse la pratica di questo sport nella campagna Romana, durante la sua vacanza in Italia.
Questi circoli sono percio' sorti in origine anche in Italia, come club nobiliari di carattere equestre, ne e' un esempio quello della prestigiosa societa' Romana per la caccia alla volpe a cavallo, la prima in ordine cronologico, e la cui sede e' situata a palazzo Borghese, oppure la famosa societa' Torinese per la caccia a cavallo, di tradizione Sabauda.
Altre societa' invece di piu' recente costituzione, sono scaturite all'insegna di una nuova formula, situati cioe' all'interno di lussuosi agriturismi in affascinanti casali, o austeri castelli, o presso storiche ville, spesso posizionate all'interno di affascinanti tenute di campagna, al centro di grandi aziende agrarie.
E' questo l'esempio dell'elegante societa' per la caccia alla volpe della tenuta i due laghi, la Posta dei cavalieri, alle porte di Roma, a Bracciano-Anguillara, o della societa' Umbra caccia alla volpe, della tenuta la Casella, vicino Terni.
Altre associazioni di caccia, sono infine nate come club equestri-nobiliari, e araldico-genealogici, societa' cioe' che oltre ad organizzare divertenti caccie alla volpe simulate, si occupano anche di censire la nobilta' regionale, e quindi emanano proprie pubblicazioni nobiliari ed equestri, al fine di approfondire il mondo della caccia alla volpe a cavallo, e quello della genealogia-nobiliare.
E' questo il solo esempio del club Calabrese per la caccia alla volpe simulata, della tenuta di Pietra Nera, attualmente l'unica societa' di caccia, genealogica-nobiliare, che in meridione oltre al censimento della nobilta' Calabrese, organizza anche lo svolgimento di caccie alla volpe simulate, sulle tenute dei baroni Gallelli di Badolato, situate al centro della storica azienda agraria di famiglia.
In ogni caso tutte queste societa', club, associazioni, o circoli per la caccia alla volpe simulata a cavallo, hanno un comune denominatore, quello cioe' di praticare uno sport equestre nel quale si respirano gli storici e intramontabili usi, costumi, stili, e consuetudini dell'aristocrazia terriera.


IL PORTAVOCE

Dott. Alessandro Cordelli.

 
Ritratto del Duca di Beufort



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