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L'ATTUALE ORDINAMENTO NOBILIARE ITALIANO.

Con l'inspiegabile instaurazione rivoluzionaria del regime Repubblicano,avvenuta attraverso un atto unilaterale e ingiustificato del governo de Gasperi il 12. 09. 1946
si ebbe l'assurda violazione del termine fissato dalla magistratura, chiamata al pronunciamento del tanto dubbio referendum svoltosi il 1946.
S.A.R. Umberto II di Savoia, messo davanti al sopruso rivoluzionario del governo, benche' forte della fedelta' dell'esercito, onde evitare una guerra civile e un ulteriore lutto al paese, decise per l' esilio in Portogallo.
In base all'art. 3 della discuscutibile costituzione Repubblicana, l'attuale ordinamento nobiliare Italiano, non e' considerato materia di Stato, come avviene invece nella maggior parte dei paesi Europei, essendo questi in maggioranza monarchie costituzionali.
Cio' significa che benche' la "Repubblica" si occupi di araldica civica, quella per intenderci attinente ai comuni, non si occupa invece dell'araldica nobiliare, attinente ai Casati.
Col Regno d'Italia infatti, l'araldica civica e nobiliare era materia di stato, e a tal proposito l'organo competente per i processi di riconoscimento nobiliari, era la consulta araldica del Regno d'Italia, organo ufficiale dello stato, composto da un assemblea giudicante costituita da araldisti, e da un tribunale.
Le richieste di riconoscimento nobiliare, erano portate in tribunale dagli avvocati degli interessati, sottoposti allo studio della consulta, se riconosciuti validi venivano ratificati dal sovrano.
Non poteva esistere percio' altro organo preposto a studi, ricerche e sentenze nobiliari al di fuori della consulta araldica del Regno d'Italia.







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