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25/09/2006 - Intervista di F. Sensi del 1 settembre 2006 al barone Ettore Gallelli Benso, presidente fondatore del club Calabrese per la caccia alla volpe simulata della tenuta di Pietra Nera.

Domanda: Cosa e' il club Calabrese per la caccia alla volpe simulata?
Risposta. Un club che offre a chi ama l'equitazione di campagna, la possibilità di divertenti cacce simulate.

Domanda: Cosa significa simulata?
Risposta: E' una caccia dove la volpe e' un altro cavaliere, che con una coda di volpe finta legata al braccio, funge da selvatico.

Domanda. Cosa l'ha spinta a dare vita al club Calabrese per la caccia alla volpe?
Risposta. Una smisurata passione per i cavalli e per questo sport, oltre che le condizioni adatte, e la volontà di realizzare un agriturismo.

Domanda. Esistono, o sono esistiti altri club di questo genere in Calabria?
Risposta. No, Attualmente questo e' l'unico in Calabria, in passato qualcuno ha provato a fare qualcosa di simile, ma non a livello di club, e non con gemellaggi, e con la possibilità di galoppare su terreni privati.
Non credo inoltre che vi siano altri club nelle altre regioni meridionali, certamente il nostro e' l'unico in Calabria.

Domanda. Perché non e' facile concepire un club del genere?
Risposta. Perché la caccia alla volpe non e' uno sport equestre diffuso, inoltre e' adatto solo a cavalieri con una certa esperienza, in particolar modo per la "presa".
Ho visto persone in altre cacce, che credendo di poterla fare, hanno riportato brutte fratture,
e' una disciplina che mette in rilievo tutte le capacita del cavaliere.

Domanda: La caccia alla volpe e' più rischiosa del polo?
Risposta: Beh...no, sono sport sensibilmente diversi, ma entrambi molto impegnativi, il polo diviso in 4 tempi di 15 minuti l'uno, e' più che altro un gioco, certo i cavalieri vengono spesso a contatto quando si marcano, però e' anche vero che montano cavalli più bassi dei nostri, questo per una maggiore vicinanza alla pallina, e inoltre non hanno ostacoli da saltare, o la volpe da prendere.
La caccia invece e' uno sport di campagna, quindi più libero, e quindi insidioso, perché in aperta campagna i pericoli e gli imprevisti possono essere innumerevoli.
Si svolge su un tracciato già preparato il giorno precedente, denso di ostacoli da saltare, con affascinanti scorci, radure, e boschi da attraversare, e che può arrivare anche fino a 35 chilometri.
Inoltre e' un evento che occupa un intera giornata, e' bello anche per tutto ciò che ruota attorno alla caccia, e cioè la pre- caccia, la pausa a cavallo, e il dopo caccia con cena.
Personalmente la preferisco al polo, perché mi da un maggior senso di liberta, e poi perché quando giocai a polo non provai lo stesso entusiasmo.

Domanda: Cosa le piace di questo sport?
Risposta: Il cerimoniale attorno all'evento, e poi la possibilità di galoppare in gruppo inseguendo la volpe.

Domanda. Come si e' avvicinato a questa disciplina?
Risposta. Attraverso i miei cugini Torinesi, Benso.
In particolar modo Alessandro Benso, e' stato lui a regalarmi il primo paio di stivali da caccia.

Domanda. da quanto tempo lo pratica?
Risposta: da quasi dieci anni.

Domanda: Come ha cominciato?
Risposta: Ho cominciato attraverso i miei cugini Torinesi Benso, loro sono tra i soci organizzatori della società Torinese per la caccia alla volpe.
In particolare Alessandro, e' stato infatti lui a regalarmi il primo paio di stivali da caccia, con fascia bourdeau.
Ho cominciato cosi ad allenarmi presso maneggi Romani, e dopo circa un anno ho debuttato ad una delle loro cacce.

Domanda. Cosa deve avere un bravo presidente di un club di questo tipo?
Risposta: Certamente la possibilità materiale, e la capacità organizzativa per concepire le cacce, quindi, l' organizzazione per i tracciati, i chilometri, le pause, e in ultimo i terreni adatti a tale evento.
Tutte cose che ho imparato in dieci anni di attività, dai miei cugini, presso le cacce della società Torinese, infatti le nostre cacce ricalcano più o meno la stessa organizzazione e metodologia.

Domanda. Che tipo di territorio ci vuole per questo sport?
Risposta. Deve essere prima di tutto compatto, senza buche, scoli d'acqua, o altro che possa azzoppare i cavalli.
Proprio per questo il tracciato viene organizzato due giorni prima dal MASTER e i suoi collaboratori.

Domanda: Quanto dura una caccia?
Risposta: anche 30 chilometri, snodata in 3 ore, interrotte però da una pausa, che si chiama CHEC.

Domanda: Se ci si perde durante una caccia?
Risposta: Difficilmente ci si perde, perché il tracciato preparato e' segnato da nastri su alberi o bordi strada, inoltre ci sono i FIELD MASTER, che controllano il gruppo.

Domanda. Deve chiedere il permesso ai vicini per passare anche sui loro terreni?
Risposta. No perché non ci passiamo, visto che la caccia si svolge su quelle tenute di famiglia adibite a pascolo, e solo in minima parte su stradine sterrate.

Domanda. Quale e'la sede del Club?
Risposta. Esiste una sede rappresentativa, e una sede sociale,la prima come dice la parola stessa, ha solo uno scopo puramente rappresentativo e consultivo, visto che e' il luogo nel quale si raduna il consiglio direttivo, per votare una qualsiasi decisione del club.
La casa rimane comunque principalmente un abitazione rigorosamente privata,
mentre la seconda, che e' anche un agriturismo, e' la sede dove si svolgerà la vita sociale dei membri del club.

Domanda. Qualcuno ha già detto che un club come il suo e' anche un prestigio per la Calabria, lei cosa ne pensa?
Risposta. Beh. credo che la nostra bellissima regione, già famosa per la sua natura incontaminata, e l'ospitalità' della sua gente, non abbia bisogno anche di questa pubblicità, ma ad ogni modo sono contento se può essere una cosa positiva, che porta più turismo, e quindi più lavoro nella zona.

Domanda: Il club e' collegato o gemellato anche ad altri circoli della caccia ?
Risposta: Si, l'idea del gemellaggio col club Romano "la Posta dei cavalieri" di Anguillara, e' venuta al dott. Nizza che ne e' il presidente.
La posta dei cavalieri e' una bella tenuta sul lago di Bracciano, con scuderie, ristorante e albergo,
e' il club nel quale vado a fare le cacce quando sono a Roma, lo consiglio anche a tutti i miei amici Romani che vogliono evadere dal caos della capitale.
Mentre invece l'idea di avere una collaborazione con i miei cugini Benso della società Torinese per la caccia alla volpe simulata, e' venuta a me.
Raramente ho visto cacce così numerose e ben organizzate come quelle dei miei cugini Benso,
una volta arrivammo a essere più di ottanta a cavallo.
Questi gemellaggi, o collaborazioni Hanno in definitiva lo scopo di dare ai soci del club Calabrese, la possibilità di praticare le cacce anche presso queste altre società, in modo da avere un calendario di appuntamenti esteso anche alle altre regioni.

Domanda:Avete cavalli sufficienti per quelle persone che vengono da fuori, o non ne posseggono uno?
Risposta: Si, perché il club Calabrese e' consociato con un maneggio della vicina Soverato, che può fornire e trasportare senza problemi tutti i cavalli di cui abbiamo bisogno.

Domanda: Quanti cavalli possiede lei?
Risposta: Due, un maschio castrone di nome "Mirage" e una femmina di nome"Bleu Nuit".

Domanda: che razza sono?
Risposta: Entrambi sella Italiano, mezzo sangue, fondamentalmente dei saltatori, strutturalmente robusti, adatti anche per ostacoli in aperta campagna.

Domanda: Perché nomi Francesi?
Risposta: Perché e' una tradizione della famiglia di mia madre Benso, credo anche molto Piemontese.
Mio nonno materno che era nel Nizza cavalleria, ebbe sempre cavalli di sella francese, e dunque con nomi francesi.

Domanda:
Le piace la vita in campagna?
Risposta:
Si, molto, perché ho la possibilità di stare nel verde, a contatto con la natura.



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