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ARTICOLI DI CACCIA

CACCIA DELL'8 MAGGIO 2011
 



TORNA LA CACCIA ALLA VOLPE IN CALABRIA (GAZZETTA DEL SUD.)

Licia Bovino "cattura" la volpe e si aggiudica l'ambito trofeo
Sant'Andrea JonioDomenica 8 maggio si è tenuta la caccia alla volpe simulata, organizzata dal Club Calabrese per la caccia alla volpe a cavallo. L'edizione primaverile ha avuto luogo per la prima volta in agro di Soverato, dove in spiaggia una discreta folla ha potuto assistere anche alla presa della velocissima volpe (Pietro Pirritano). Quest'anno il prestigioso trofeo Barone Gallelli, è andato a Licia Bovino, che nella fase d'inseguimento ha avuto la meglio sugli altri cavalieri, e avvicinando la volpe è riuscita a tirargli la finta coda legata al braccio. Il buffet del dopo caccia, e la successiva premiazione, si è tenuto presso il maneggio Garieri in località Turrati, (struttura associata al Club) di Achille Garieri (Field -Master del circolo).
Il maneggio in località Turrati è quindi l'unico maneggio della regione in grado di fornire un adeguato allenamento per la caccia alla volpe del Club, (lo sport equestre più tecnico e difficile). Istruttori preparati formano giovani allievi, che possono quindi misurarsi con le difficoltà di una caccia alla volpe. La caccia alla volpe a cavallo, da 5 anni è ormai in Calabria un appuntamento certo, unico, e inimitabile. Grazie infatti ai baroni Gallelli di Badolato, (fondatori e proprietari del Club), dal 2006 hanno importato con successo lo sport della caccia alla volpe a cavallo, con gli stessi usi, stili, costumi, e consuetudini dei circoli Britisch più esclusivi. Il circolo che è anche l'unico nel sud Italia, e dal 2008 grazie alla sua fama, e visto le sue eleganti sale, i suoi prestigiosi arredi, e i suoi suggestivi spazi immersi nel verde, è anche diventata la location più esclusiva della regione, ideale per ogni tipo di evento o ricevimento. Ancora una volta la Calabria conferma il primato, quale unica regione del meridione in grado di offrire a turisti e visitatori l'incredibile spettacolo della caccia alla volpe a cavallo. La caccia ideata dai baroni Gallelli, è in pratica un elegante e tecnica battuta a cavallo, dove la preda è rappresentata da un esperto cavaliere, che con una coda di volpe finta legata al braccio funge da selvatico. La battuta si snoda lungo i fondi adibiti a pascolo della famiglia, seguendo un percorso della durata di circa 2 -3 ore, già pianificato il giorno precedente dal Master e dai suoi collaboratori. La caccia termina infine con la Presa della volpe, che consiste in un inseguimento lanciato, nel quale vince il cavaliere che riesce a strappare al selvatico la finta coda che porta legata al braccio. La giornata si conclude poi con l'assegnazione al vincitore del trofeo barone Gallelli, seguito poi dalla cena e dai balli.
La caccia è anche ideata per valorizzare il territorio rurale di Badolato, e quindi indirettamente anche il turismo calabrese. Negli esercizi commerciali di Badolato, non esiste giornalaio, libreria, o agenzia viaggi che non esponga orgogliosamente le cartoline della caccia alla volpe e del circolo. Per ulteriori informazioni www.caccialavolpe.it.(f.r.)


02/05/2011
|Altri
Torna il tradizionale appuntamento della caccia alla volpe in calabria
Domenica 8 maggio 2011, torna l'appuntamento con la caccia alla volpe a cavallo dei baroni Gallleli di Badolato.
Se siete un turista, e passate in automobile dalle parti di Badolato (Cz), vi potrà capitare facilmente di scorgere in lontananza come un miraggio, elegantissimi cavalieri in giacca rossa e nera coi loro cavalli, che al galoppo inseguono un cavaliere che funge da volpe. Tranquilli....non avete allucinazioni da viaggio, si tratta solo del Club Calabrese per la caccia alal volpe simulata, della tenuta di Pietranera. Cos'è? Fondato dal barone Ettore Gallelli Benso, che ne è anche il Master (capo squadra), si tratta di un circolo equestre-nobiliare che dal 2006 organizza in Calabria divertenti battute di caccia alla volpe simulata, sulle proiprietà del casato. Questa famiglia aristocratica vanta coi cavalli una lunga tradizione, infatti don Luca (primo barone Gallelli di Badolato) nel 1658 importò stalloni e fattroici dalla Spagna, per l'allevamneto del cavallo Andaluso. Diversi membri del casato appartennero poi ai prestigiosi reggimenti del Genova Cavalleria e Nizza Cavalleria. La caccia dei baroni Gallelli, è anche studiata per chi non monta, infatti il seguito di amici, e parenti può seguire il gruppo con le macchine, che hanno dei punti d'incontro e osservazione col tracciato della caccia. Inoltre il Club è gemellato col noto maneggio Turrati dei Garieri a Soverato, che forniscono cavalli a noleggio per coloro che giugono da lontano, ma grazie a istruttori qualificati, è anche una scuola in grado di preparare aspiranti cavalieri per le cacce dei baroni Gallelli. Il Circolo è inoltre anche un polo per lo studio delle materie storiche, araldiche, e genealogiche, non è infatti un caso che il Consiglio Direttivo dello stasso, amministra il REGIO LIBRO D'ORO DELLA NOBILTA' ITALIANA, la RIVISTA ARALDICA CALABRESE, oltre LA RIVISTA CALABRESE DI CACCIA ALLA VOLPE A CAVALLO.
Pubblicazioni periodiche registrate in tribunale, e dirette dal noto storico Antonio Gesualdo (cav. al merito della Repubblica), atraverso il fondo finanziario del Club.
La tenuta Pietranera dei baroni Gallelli, che ospita al suo interno le strutture del circolo (la villa-fortezza, e il casale in Pietra), grazie inoltre alle sue belle ed eleganti sale in stile Old England, è dal 2008 la Location più ambita per gli eventi più raffinati.
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LA CACCIA ALLA VOLPE IN MERIDIONE

Badolato, 23 aprile 2011 Da cinque anni si può praticare la caccia alla volpe anche in Calabria, grazie alla passione e alla dedizione dei baroni Gallelli di Badolato, fondatori del "Club Calabrese per la caccia alla volpe simulata a cavallo", l'unica associazione presente in Calabria e nel Sud Italia che si dedica oggi a questa incruenta disciplina. Dal 2006, grazie alla sua fama e alla sua cornice esclusiva, tra eleganti sale, prestigiosi arredi e suggestivi spazi immersi nel verde, il Club è diventato una location elegante ed esclusiva, ideale per ogni tipo di evento o ricevimento. Ancora una volta la Calabria si conferma l'unica regione del Meridione in grado di offrire a turisti e visitatori l'incredibile spettacolo della caccia alla volpe simulata a cavallo. La caccia organizzata il prossimo 8 maggio dai baroni Gallelli è in pratica un'elegante e tecnica battuta a cavallo, dove la preda è rappresentata da un esperto cavaliere dotato di una coda di volpe finta legata al braccio. La battuta si snoda lungo i fondi adibiti a pascolo della tenuta di Badolato, seguendo un percorso della durata di circa 2-3 ore, già pianificato il giorno precedente dal Master e dai suoi collaboratori. La caccia termina infine con la presa della volpe, che consiste in un inseguimento lanciato, nel quale vince il cavaliere che riesce a strappare al cavaliere che funge da volpe la finta coda che porta legata al braccio. La giornata si conclude poi con l'assegnazione al vincitore del trofeo "Barone Gallelli", seguito poi dalla cena e dai balli. La caccia è anche ideata per valorizzare il territorio rurale di Badolato, e quindi indirettamente anche il turismo calabrese. Il Circolo è inoltre gemellato col grande maneggio Turrati di Garieri a Soverato, perciò è in grado di fornire numerosi cavalli a chi volesse partecipare alla caccia, senza la scomodità di portarsi il cavallo.
Per ulteriori informazioni www.caccialavolpe.it


Caccia alla volpe a cavallo d'autunno
Anche quest´anno la Calabria offre ai turisti un emozionante spettacolo in una delle tenute più affascinanti della Regione…
Anche quest'anno la Calabria offre ai turisti l'emozionante spettacolo della caccia alla volpe a cavallo, infatti domenica 19 settembre 2010 si terrà presso l'elegante cornice della tenuta Pietra Nera dei baroni Gallelli di Badolato, la tradizionale caccia alla volpe d'autunno. Antico casato Calabrese, impegnato da sempre con successo nella vita politica, economica, sociale, ed equestre del luogo dal 1658, Badolato con un don Luca (primo barone Gallelli di Badolato), vanta la riproduzione di cavalli andalusi, quando con un don Luca, i Gallelli anche un ricercato allevamento di cavalli Andalusi, diffondendo così nella regione quella razza. Dal 2006 su questa inestinguibile tradizione, la famiglia è proprietaria del famoso Club Calabrese per la caccia alla volpe simulata a cavallo, l'unica società equestre-nobiliare nel meridione, per la pratica di questo elitario sport di origine Inglese. Fondato e capitanato il 2006 dal suo Master, il barone Ettore Gallelli Benso, Presidente più giovane nella storia dei circoli di caccia, oltre che presidente dell'Associazione storica di Badolato “Benedetto Croce”, e Presidente del Club Reale principe Eugenio di Savoia.
Il selettivo Club (che annovera i più bei nomi dell'aristocrazia Italiana), la cui ammissione è consentita solo dopo una rigida votazione a maggioranza dei voti, non è solo un organizzazione equestre-nobiliare, ma è anche un polo di ricerca e approfondomento delle materie storiche, araldico-genealogiche e nobiliari. I baroni Gallelli sono infatti a tal proposito, anche editori di pubblicazioni bimestrali del campo, come la Rivista Calabrese di caccia alla volpe a cavallo (fondata il 2009), l'unica in Italia che approfondisce nello specifico proprio questo sport.
La caccia dai Gallelli, è in pratica un elegante e tecnica battuta a cavallo, dove la preda è rappresentata da un esperto cavaliere, che con una coda di volpe finta legata al braccio funge da selvatico. Il Drug si snoda lungo i fondi adibiti a pascolo, che costituiscono l'azienda agraria di 480 ettari della casata, seguendo un percorso della durata di circa 2 -3 ore, già pianificato il giorno precedente dal Master e dai suoi collaboratori, si galoppa così su colline suggestive, attraversate da radure e disseminate di ostacoli aggirabili sistemati lungo il tracciato. La caccia ideata anche per valorizzare il territorio e quindi il turismo calabrese, termina infine con la Presa della volpe, che consiste in un inseguimento lanciato, nel quale vince chi riesce a strappare al selvatico la finta coda che porta legata al braccio. La giornata si conclude poi con l'assegnazione al vincitore del trofeo barone Gallelli, seguito poi dalla cena e dai balli.
Per ulteriori informazioni www.caccialavolpe.it
Il Circolo è inoltre gemellato col grande maneggio Turrati di Garieri a Soverato, perciò è in grado di fornire numerosi cavalli a chi volesse partecipare alla caccia, senza la scomodità di portarsi il cavallo.
Dott. Alesssandro Cordelli.

Badolato. È il giorno della caccia alla volpe “simulata”
settembre 19, 2010 · Posted in Badolato (Cz)
Torna oggi l’appuntamento con la caccia alla volpe simulata organizzata nella tenuta della “Pietra Nera dei baroni Gallelli” di Badolato. Dal 2006, forte di una tradizione ormai consolidata, la famiglia Gallelli è proprietaria del Club Calabrese per la caccia alla volpe simulata a cavallo, l’unica società equestre-nobiliare nel meridione, fondata e capitanata nel 2006 dal suo Master, il barone Ettore Gallelli Benso. La caccia dai Gallelli è in pratica un’elegante e tecnica battuta a cavallo, dove la preda è rappresentata da un esperto cavaliere che, con una finta coda di volpe legata al braccio, funge da selvatico. Il “Drug” (il terreno di caccia) si snoda lungo i fondi adibiti a pascolo, che costituiscono l’azienda agraria di 480 ettari della casata Gallelli. Seguendo un percorso della durata di circa 2 -3 ore, si galoppa su colline suggestive, attraversate da radure e disseminate di ostacoli aggirabili sistemati lungo il tracciato. La caccia, ideata anche per valorizzare il territorio e il turismo calabrese, termina con la Presa della volpe, un inseguimento lanciato, nel quale vince chi riesce a strappare la finta coda. La giornata si conclude con l’assegnazione del trofeo barone Gallelli, seguita dalla cena e dai balli. Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito www.caccialavolpe.it.
Gazzetta del Sud

Catanzaro (22/09/2010)

Eco-aristocrazia: caccia alla volpe sì, ma simulata
Spira aria molto British, molto "campagna inglese" in quel di Badolato, a due passi dell'assolata Locride, culla della civiltà magno-greca. L'evento è di quelli amati dai cultori di stemmi e blasoni, ma anche da chi adora il contatto con la natura di cui proprio gli inglesi hanno fatto uno stile di vita se non addirittura un' "arte di vivere". Parliamo della caccia alla volpe a cavallo, tradizionale passatempo della nobiltà britannica, rivisitata in chiave ecologista e dunque solo "simulata". La caccia si è svolta nella aristocratica cornice della tenuta di Pietranera dei baroni Gallelli a Badolato e l'open della battuta ha avuto luogo nelle strutture del Club calabrese per la caccia alla volpe simulata di cui i baroni Gallelli di Badolato sono fondatori e proprietari. È l'unico circolo del genere nel Meridione e il dodicesimo in Italia.
Quest'anno la battuta di caccia ha visto impegnati un crescente numero di giovani cavalieri che si sono misurati con le difficoltà di un nuovo tracciato molto più lungo e impegnativo dell'edizione precedente.
Nella sede-sociale del circolo, dopo il tradizionale discorso di benvenuto del master, barone Ettore Gallelli Benso, rivolto a ospiti e accompagnatori, il gruppo di caccia si è lanciato all'inseguimento della velocissima "volpe" (Pietro Pirritano), galoppando attraverso suggestive radure immerse nella bellissima campagna oltrepassando guadi, boschi, per giungere poi sul lungomare di Badolato, dove uomini e cavalli hanno potuto riposare brevemente durante il check, degustando bevende e biscotti forniti dalfox-hunt staff del Circolo. Dopo la ripartenza, la caccia si è avviata alla conclusione con l'avvincente presa, che ha avuto inizio quando i cavalieri sono giunti in un ampia radura, e al segnale del wipperin (cornista) hanno inseguito la volpe, che dopo circa 4 giri veloci è capitolata, raggiunta e catturata dal giovane cavaliere Giuseppe Garieri, (figlio del filmaster Achille Garieri, proprietario del maneggio Turrati di Soverato, gemellato al Club.)
Nel dopo caccia in occasione del centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia, è seguita la presentazione a cura del barone Gallelli (presidente fondatore del Circolo) e dello storico calabrese Antonio Gesualdo, del Regio libro d'oro della nobiltà italiana, «l'unico, solo, e legittimo erede – si legge in una nota dei curatori della manifestazione – del Libro d'oro della nobiltà italiana. Costituito infatti il 1896 da re Vittorio Emanuele II di Savoia presso la Consulta araldica del Regno d'Italia, il Libro d'oro della nobiltà italiana fu il primo e più importante registro nobiliare ufficiale dello Stato, che con la caduta della monarchia nel 1946 venne chiuso e non più aggiornato. Ma grazie alle edizioni Cccv (Club calabrese caccia alla volpe), quest'importante registro nobiliare rivive proprio attraverso il Regio libro d'oro della nobilta' italiana, che amministrato dal Club grazie al Fondo-finanziario per le materie araldiche e diretto da Antonio Gesualdo, in collaborazione con l'Archivio Centrale di Stato di Roma si propone di proseguire i censimenti nobiliari di quel primo e più importante registro ufficiale in due versioni editoriali. La prima versione (l'attuale), è costituita in fascicoli bimestrali organizzati in ordine alfabetico, (attualmente è andata alle stampe la lettera A "a-c"), in modo che gli studiosi e collezionisti possano così acquistare solo la famiglia interessata, mentre la seconda versione che vedrà le stampe tra circa 3 anni, è costituita dal completo monovolume biennale. Il Club dunque non è solo un associazione equestre–nobiliare ma è anche un'organizzazione culturale-nobiliare, amministratrice ed editrice oltre che del neo Regio libro d'oro della nobiltà italiana, anche della Rivista calabrese di caccia alla volpe a cavallo e della Rivista araldica calabrese. Affiliati al circolo vi sono lo storico Andrea Borella editore dell'Annuario della nobiltà italiana (il più completo repertorio nobiliare Italiano), il conte Stefano Guelfi Camajani, editore dell'Albo d'oro delle famiglie nobili europee, il conte Pierfrancesco Guelfi Camajani, editore dell'Elenco dei titolati italiani.(b.c.)

LA Caccia alla Volpe
Caccia alla volpe
Caccia alla volpe.....ma la volpe è salva
Redazione Equitando - 19.09.09
Domenica 20 settembre 2009 alla tenuta di Pietra Nera a Badolato (CZ)
Domenica 20 settembre tutti in sella per l’apertura della “caccia” d’autunno presso il “Club calabrese per la caccia alla volpe simulata”, della tenuta di Pietra nera, , un associazione equestre-nobiliare di carattere araldico-genealogica.
Il club, guidato dal barone Ettore Gallelli, si occupa infatti sia di ideare lo svolgimento di interessanti cacce alla volpe simulate (la preda è rappresentata da un esperto cavaliere, che con una coda di volpe finta legata al braccio funge da selvatico) sulle proprietà dei baroni Gallelli a Badolato (Catanzaro), quanto l’organizzazione di cene, dibattiti e studi, dedicati ad approfondimenti di araldica e genealogia, con l’aiuto dei “soci collaboratori del settore araldico”, scelti tra affermati storici, famosi araldisti, ed esponenti degli ordini cavallereschi.
Per generazioni, a partire dal primo barone Gallelli di Badolato, don Luca, l’attaccamento al cavallo e agli sport equestri è sempre stata una costante e fedele tradizione di questa famiglia. Nel 1658 don Luca fu infatti il principale artefice della diffusione del cavallo Andaluso in Calabria, con la costruzione delle grandi scuderie denominate “cavallerizze” e l’importazione di diversi stalloni e fattrici dalla Spagna, per la riproduzione e l’allevamento. La razza è la medesima utilizzata dall’Alta scuola spagnola di equitazione a Vienna, l’unica al mondo dove si pratica l’equitazione classica, ancora secondo i dettami rinascimentali.
La villa baronale data addirittura al X secolo, al primo insediamento del borgo di Badolato, e fu trasformato in un vero castello in pietra dai Ruffo nel 1399. Ai Ruffo si deve anche la costruzione di una grande torre quadra, al lato dell’ingresso, e il potenziamento della cortina difensiva. È in questo contesto di storia e cultura, immersi in una natura suggestiva e incontaminata, che il club della tenuta di Pietra Nera organizza divertenti battute di caccia alla volpe simulate a cavallo, all’insegna della tradizione e della passione per questi nobili animali.
La società calabrese, fondamentalmente un organizzazione equestre-nobiliare, oltre al censimento dell’aristocrazia regionale si occupa anche di araldica e genealogia, attraverso l’emanazione di proprie pubblicazioni e rubriche. Grazie alla collaborazione con affermati storici e noti araldisti del Sovrano Militare Ordine di Malta, e basandosi inoltre sui censimenti a opera dell’Annuario della nobiltà italiana e del Libro d’oro della nobiltà italiana, il club pubblica il Decano nobiliare calabrese (quadriennale, nella quale sono censite tutte le casate calabresi) e lo Stemmario nobiliare calabrese (anch’esso quadriennale, riporta tutti i blasoni delle famiglie calabresi).
Ogni quattro mesi viene pubblicata anche la Rivista araldica calabrese, che approfondisce in generale temi di araldica e genealogia. Per quanto riguarda la caccia, il club cura la pubblicazione quadrimestrale della Rivista calabrese di caccia alla volpe, che approfondisce temi attinenti al mondo della caccia alla volpe e dell’equitazione in generale.
(fonte libero-news.it)


Descrizione di Tenuta Pietra Nera
La tenuta di Pietra Nera, sede ufficiale del club calabrese per la caccia alla volpe simulata, unica società in Calabria per l'organizzazione di questo elitario sport equestre, e per il censimento nobiliare regionale, grazie ai sui grandi giardini e alle sue belle ed eleganti strutture, è anche la cornice ideale per gli eventi più importanti e raffinati.
Situata nell'antica baronia di Badolato, feudo che i Gallelli amministrarono per ultimi (1658-1806) posizionata al centro della storica azienda agraria di 480 ettari, la tenuta di Pietra Nera è in pratica costituita da due grandi e distinti giardini recintati, che si estendono per circa un totale complessivo di 23 ettari.
Caratterizzata da castagni, abeti, ciliegi da legno, salici piangenti, uliveti secolari e pini marittimi, la tenuta è inoltre arricchita da una fauna varia e selvatica, sono infatti presenti volpi, fagiani, lepri, e rapaci vari. Al suo interno trovano posto: la baronale villa-fortezza, il raffinato casale in pietra, la dipendenza della servitù, le eleganti scuderie in pietra, la palazzina di servitù alla piscina, e il grazioso forno a legna.

Caccia alla volpe sulle colline di Badolato
gilstampa Giovedì 3 Settembre 2009 @ 12:32Condividi su facebook
La kermesse si terrà il 20 settembre
(Luigina Pileggi, Gazzetta del Sud 3-9-2009).
È già in moto la macchina organizzativa in vista della giornata dedicata alla caccia alla volpe che si terrà il 20 settembre nella tenuta di Pietra Nera a Badolato, promossa dal Club Calabrese per la caccia alla volpe simulata.
Il club, fondato e gestito dal 13 gennaio 2006 dai baroni Gallelli di Badolato, non è solamente un gentleman club di caccia alla volpe, ma anche un’associazione per il censimento della nobiltà regionale e gli approfondimenti araldico-genealogici.
L’ideazione del club calabrese è dovuta al suo master e presidente fondatore, don Ettore Gallelli Benso, undicesimo barone Gallelli di Badolato che, appassionato cavaliere ereditò la cultura equestre in famiglia. Per generazioni infatti, a partire da don Luca, primo barone Gallelli di Badolato nel 1658, l’attaccamento a questo nobile animale e agli sport equestri è sempre stata una costante e fedele tradizione di famiglia. Se oggi il club calabrese esiste, lo si deve anche ai conti Sergio e Alessandro Benso: le cacce della società Calabrese sono infatti organizzate sul modello Torinese come metodo e pratica, e si svolgono a Badolato, su terreni dei Gallelli adibiti a pascolo. Queste proprietà situate al centro dell’azienda agraria di famiglia di 480 ettari, sono inoltre immerse in un territorio vario e suggestivo, poiché è infatti possibile passare in poco tempo dal mare, al lago, ai monti, in pochi minuti.
La tenuta di Pietra Nera, sede ufficiale del club, unica società in Calabria per l’organizzazione di questo elitario sport equestre, grazie ai sui grandi giardini e alle sue belle strutture, è anche la cornice ideale per gli eventi più importanti e raffinati. Caratterizzata da castagni, abeti, ciliegi da legno, salici piangenti, oliveti secolari e pini marittimi, la tenuta è inoltre arricchita da una fauna varia e selvatica(sono infatti presenti volpi, fagiani, lepri, e rapaci vari). Al suo interno trovano posto la baronale villa-fortezza, il raffinato casale in pietra, le eleganti scuderie in pietra, la palazzina di servitù alla piscina e il grazioso forno a legna.


Caccia alla volpe.....ma la volpe è salva
Redazione Equitando - 19.09.09
Domenica 20 settembre 2009 alla tenuta di Pietra Nera a Badolato (CZ)
Domenica 20 settembre tutti in sella per l’apertura della “caccia” d’autunno presso il “Club calabrese per la caccia alla volpe simulata”, della tenuta di Pietra nera, , un associazione equestre-nobiliare di carattere araldico-genealogica.
Il club, guidato dal barone Ettore Gallelli, si occupa infatti sia di ideare lo svolgimento di interessanti cacce alla volpe simulate (la preda è rappresentata da un esperto cavaliere, che con una coda di volpe finta legata al braccio funge da selvatico) sulle proprietà dei baroni Gallelli a Badolato (Catanzaro), quanto l’organizzazione di cene, dibattiti e studi, dedicati ad approfondimenti di araldica e genealogia, con l’aiuto dei “soci collaboratori del settore araldico”, scelti tra affermati storici, famosi araldisti, ed esponenti degli ordini cavallereschi.
Per generazioni, a partire dal primo barone Gallelli di Badolato, don Luca, l’attaccamento al cavallo e agli sport equestri è sempre stata una costante e fedele tradizione di questa famiglia. Nel 1658 don Luca fu infatti il principale artefice della diffusione del cavallo Andaluso in Calabria, con la costruzione delle grandi scuderie denominate “cavallerizze” e l’importazione di diversi stalloni e fattrici dalla Spagna, per la riproduzione e l’allevamento. La razza è la medesima utilizzata dall’Alta scuola spagnola di equitazione a Vienna, l’unica al mondo dove si pratica l’equitazione classica, ancora secondo i dettami rinascimentali.
La villa baronale data addirittura al X secolo, al primo insediamento del borgo di Badolato, e fu trasformato in un vero castello in pietra dai Ruffo nel 1399. Ai Ruffo si deve anche la costruzione di una grande torre quadra, al lato dell’ingresso, e il potenziamento della cortina difensiva. È in questo contesto di storia e cultura, immersi in una natura suggestiva e incontaminata, che il club della tenuta di Pietra Nera organizza divertenti battute di caccia alla volpe simulate a cavallo, all’insegna della tradizione e della passione per questi nobili animali.
La società calabrese, fondamentalmente un organizzazione equestre-nobiliare, oltre al censimento dell’aristocrazia regionale si occupa anche di araldica e genealogia, attraverso l’emanazione di proprie pubblicazioni e rubriche. Grazie alla collaborazione con affermati storici e noti araldisti del Sovrano Militare Ordine di Malta, e basandosi inoltre sui censimenti a opera dell’Annuario della nobiltà italiana e del Libro d’oro della nobiltà italiana, il club pubblica il Decano nobiliare calabrese (quadriennale, nella quale sono censite tutte le casate calabresi) e lo Stemmario nobiliare calabrese (anch’esso quadriennale, riporta tutti i blasoni delle famiglie calabresi).
Ogni quattro mesi viene pubblicata anche la Rivista araldica calabrese, che approfondisce in generale temi di araldica e genealogia. Per quanto riguarda la caccia, il club cura la pubblicazione quadrimestrale della Rivista calabrese di caccia alla volpe, che approfondisce temi attinenti al mondo della caccia alla volpe e dell’equitazione in generale.
(fonte libero-news.it)

 



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